Archivio Storico
Contesto gerarchico
Archivio del Principato vescovile di Trento (Archivio di Stato di Trento) \ Libri copiali II Serie
Lettera
Tipologia
unità documentaria
Estremi cronologici
19 luglio 1766
Segnatura
vol. 49, c. 125r
Consistenza
2 cc. testo alle cc. 125r-v (numerazione a stampiglio) dell'unità in volume: corrispondenza spedita alla cancelleria aulica di Trento proveniente dal distretto di Pergine e dall'Ufficio minerario di Pergine, cc. 354 complessive.
Descrizione
Il commissario di Pergine, Rocco Miorini, già vicario di Fiemme, risponde alla richiesta del principe vescovo di Trento, Cristoforo Sizzo de Noris(*), riguardante la questione della competenza amministrativa sul sito estrattivo di alabastro di Castello di Fiemme, e in particolare sulla competenza nel rilascio della relativa concessione. Il commissario Miorini conferma che il sito posto in località Marmolaia è posto entro il territorio "delle pertinenze regolari" del villaggio di Castello di Fiemme; per quanto riguarda la competenza giurisdizionale, egli precisa che ciò dipende "dalla famosa, antica e mai decisa quistione, cioè se li monti, selve, pascoli, campagna e pertinenze spettanti alla regola e villa di Castello" siano di giurisdizione tirolese austriaca /(come lo sono per le questioni di giustizia) o principesca vescovile trentina. Precisa che l'episcopato di Trento intende che la giurisdizione austriaca sia ristretta al solo villaggio di Castello, e pretende invece di esercitare in proprio la giurisdizione sull'intero territorio circostante: le ragioni fondanti di questa posizione di parte trentina furono raccolte nel 1750 dallo scrivente Miorini in occasione della commissione Sizzo e Ghebel, e dovrebbero ancora trovarsi nell'archivio della cancelleria del Buonconsiglio oppure presso il dottor Ciurletti consigliere aulico, a quel tempo avvocato della Mensa vescovile di Trento. Il dottor Miorini afferma però che, nonostante le prove contenute in quelle scritture. Allo stato attuale delle cose sarà molto difficile sostenere la competenza esclusiva del principe vescovo di Trento su quel sito di cava, e di conseguenza quella di concederne l'investitura.

Sottoscrizione e sigillo del mittente, Rocco Miorini

Originale
Lingua: italiano
Strumenti di ricerca
Archivio di Stato di Trento, Sala studio, Indice n. 25, Repertorio dei Libri copiali II Serie ("Repertorium der trientner fürstbischöflichen politischen Akten vom Jahre 1732 bis 1797", Trento, 1839).
Note
(*) L'ordine di fornire le informazioni contenute nella lettera descritta in questa scheda fu impartito al commissario Miorini dal principe vescovo di Trento con sua lettera del 12 luglio 1766 (stesso fondo, stessa serie, vol. 50, c. 315r; minuta di cancelleria). Sulla base di quelle informazioni, riscontrata la complessità della questione, con lettera del 23 luglio 1766 il principe vescovo Sizzo de Noris ordinò al vicario minerario Bartolomei di sospendere per il momento ogni atto relativo alla concessione di investitura per lo sfruttamento della cava di alabastro di Fiemme (stesso fondo, stessa serie, vol. 50, c. 323v; minuta di cancelleria).
Persone
Miorini, Rocco (vicario di Fiemme, commissario di Pergine)
Sizzo de Noris, Cristoforo (principe vescovo di Trento)